Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

07 March 2018

Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

La Gemäldegalerie Alte Meister delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden possiede un’ampia collezione di dipinti di Paolo Caliari, detto il Veronese (1528–1588), considerato uno dei più importanti esponenti della pittura veneziana rinascimentale. Tra i dipinti presenti a Dresda spicca il Ciclo Cuccina per via della sua eccezionale qualità artistica e delle sue peculiarità storiche e iconografiche.

  • Ausstellungsort Zwinger con Semperbau
  • Laufzeit 09.03.2018—03.06.2018

Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

Creato dal Veronese presumibilmente attorno al 1571 su commissione della famiglia Cuccina, una famiglia di commercianti veneziani, il Ciclo è composto da quattro dipinti ad olio di grande formato. Essi rappresentano “L’adorazione dei magi”, “Le nozze di Cana”, “La salita al calvario” e “La Madonna della famiglia Cuccina”. Le immagini ricche di figure si contraddistinguono per il grande amore per i dettagli, un’accentuata vicinanza alla realtà e una struttura compositiva che ha molto da raccontare. Mentre tre dei dipinti rappresentano vicende della vita di Cristo, l’ex-voto “La Madonna della famiglia Cuccina” ci presenta quasi come un palcoscenico la grande famiglia del committente.

Il ciclo di dipinti destò già presto attenzione: dopo che nel primo terzo del XVII secolo il cardinale Francesco Barberini e il re inglese, Carlo I, avevano dimostrato un grande interesse nei confronti dei dipinti, quest’ultimi entrarono nel 1645 in possesso del Duca di Modena, Francesco I d’Este. Circa cento anni più tardi, nel 1746, il Ciclo venne comprato, insieme ad altri 96 capolavori delle Collezioni Estensi, dal principe elettore sassone e re polacco, Augusto III, per la Gemäldegalerie di Dresda.

Die drei heiligen Könige sowie weitere Personen und Tiere verbeugen sich vor Maria und dem Christuskind
© SKD, Foto: Herbert Boswank
Paolo Veronese, Die Anbetung der Könige, um 1571 Öl auf Leinwand, 206 x 455 cm, Gemäldegalerie Alte Meister Dresden

Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

Fonti del XVIII e XIX secolo testimoniano che dal loro arrivo a Dresda i quattro dipinti sono stati sottoposti ripetutamente a lavori di restauro. Il motivo di questa necessità risedeva tra l’altro nella virtuosa tecnica pittorica del Veronese: l’artista usava colori ad olio realizzati con pigmenti che contenevano rame per ottenere le tonalità blu e verdi. Questi pigmenti instabili persero velocemente il carattere originario del colore. Inoltre i problemi di aderenza tra gli strati di campitura e lo strato di pittura causarono ripetutamente delle perdite di piccole particelle dello strato pittorico. L’aspetto generale era caratterizzato da foderature, ritocchi, pitture sovrapposte e strati di vernice ingialliti di vecchia data. In più c’erano allentamenti acuti degli strati di colore che potevano essere elaborati solo in parte. Con la chiusura parziale della Sempergalerie nel 2013 si trattava quindi di affrontare il restauro dei quattro dipinti di grande formato. In totale dovevano essere restaurati in modo elementare 33 metri quadri di superficie dipinta.

Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

I quattro dipinti restaurati sono al centro della mostra che viene estesa e arricchita da prestiti nazionali e internazionali. In aggiunta a ciò insieme ai dipinti vengono esposti per la prima volta in assoluto i due unici bozzetti di Veronese relativi al Ciclo Cuccina. La mostra offre al visitatore anche una visione sulle operazioni di restauro e sulle necessarie analisi scientifiche focalizzandosi tra l’altro sui colori del Veronese, tra cui il prezioso rosso cocciniglia messicano, che divenne famoso come sostanza per colorare tessuti e come colore per dipingere. Tra l’altro la famiglia di Zuanna Cuccina apparteneva a quelli che ne detenevano il monopolio dell’importazione. Nei quadri del Ciclo Cuccina il Veronese utilizzò la vernice rossa in modo addirittura dissipato. Foto a raggi x e riflessografie a raggi infrarossi hanno reso possibile affascinanti escursioni sotto la superficie dei quadri lasciando intendere come l’artista procedeva nel dipingere. La mostra tematizza anche la materialità, la struttura e la preziosità dei vestiti rappresentati esponendo abiti storici e tessuti dalla Rüstkammer e dal Kunstgewerbemuseum delle Staatliche Kunstsammlungen Dresden per arricchire il tutto. Le opere di Tiziano e del Veronese mostrano in modo esemplare l’arte fine della ritrattistica veneziana. Infine, ma non meno importante, la storia del Ciclo Cuccina viene illustrata tramite disegni e grafici.

Die drei heiligen Könige sowie weitere Personen und Tiere verbeugen sich vor Maria und dem Christuskind
© SKD, Foto: Herbert Boswank
Paolo Veronese, Die Anbetung der Könige, um 1571 Öl auf Leinwand, 206 x 455 cm, Gemäldegalerie Alte Meister Dresden

Veronese: Il Ciclo Cuccina. Il capolavoro restaurato

Postazioni mediali e interattive nonché applicazioni di augmented reality sviluppate da studenti del settore Mediengestaltung della Technische Universität Dresden, invitano i visitatori ad ulteriori scoperte.

Marion Ackermann, direttrice generale delle SKD: „Il 2018 è stato dichiarato l’Anno Europeo del Patrimonio Culturale. Ed è proprio in quest’anno che le SKD finiscono, dopo una fase di restauro durata quattro anni, i lavori al Ciclo Cuccina rendendo in questo modo riaccessibile uno dei capolavori del pittore veneziano Veronese. Tramite questo progetto le SKD non solo documentano il loro compito di custodire i tesori d’arte affidatigli per il presente e per il futuro, ma si rivelano anche come istituzione scientifica e luogo di vivace intermediazione. Senza l’immenso supporto dei nostri sostenitori e sponsor questo progetto sarebbe stato impensabile. Ringrazio quindi tutti quelli che ripongono in noi la loro fiducia e che sono da anni al nostro fianco come partner affidabili.”

Stephan Koja, direttore della Gemäldegalerie Alte Meister e della Skulpturensammlung vor 1800: “Il restauro del Ciclo Cuccina è stato una pietra miliare sulla strada verso la riapertura della Sempergalerie prevista per l’estate 2019. Ci permette di pregustare il momento in cui potremo ammirare le quattro opere di grande formato a distanza ravvicinata rispetto ai capolavori dei grandi pittori veneziani del 16° secolo, come Tiziano e Tintoretto, in un ambiente completamente rinnovato e modernizzato. Oggi restituiamo al pubblico il Ciclo che dal suo arrivo a Dresda nel 1746 faceva parte delle opere permanentemente esposte della Gemäldegalerie. In questo modo celebriamo il completamento di un restauro estremamente complesso e che ha richiesto un grande impegno in termini di ricerca. Un lavoro che non sarebbe stato possibile senza il generoso supporto dei nostri sostenitori e sponsor.”

Il progetto è stato reso possibile grazie al generoso sostegno di tre fondazioni, la Ernst von Siemens Kunststiftung, la Schoof’sche Stiftung e la Hirmer Stiftung Dresden oltre che ai fondi del Bund (nell’ambito del programma »Investitionen für nationale Kultureinrichtungen in Ostdeutschland – Invest Ost«) e del Freistaat Sachsen.

A corredo della mostra la casa editrice Sandstein Verlag pubblica un catalogo che presenta il Ciclo e il suo restauro in modo chiaro e con molti immagini. Editori: Christine Follmann, Marlies Giebe e Andreas Henning per le Staatliche Kunstsammlungen Dresden, ca. 200 pagine, ca. 170 immagini, prevalentemente colorate, 24,- Euro. ISBN 978-3-95498-354-4.

La mostra viene curata da Christine Follmann, Marlies Giebe e Andreas Henning.

Il restauro dei quattro dipinti di grande formato è stato realizzato tra il 2013 e il 2017 da sei restauratori free-lance: Evelyn Adler e Jan Sacher (“Adorazione dei magi” e “La salita al calvario”), Tobias Lange e Anke Stenzel (“Le nozze di Cana”) e Kathrin Jacob e Sabine Posselt (“Madonna della famiglia Cuccina”). Le cornici barocche da galleria ricoperte d’oro che misurano complessivamente 53 metri di listelli da cornice, sono stati restaurati nello stesso periodo dai restauratori free-lance Timo Fregin, Karen Gäbler, Theresa Herrmann, Jörg Kestel, Tania Korntheuer-Wardak e Stephan Thürmer.

Partner cooperativi:

Labor für Archäometrie della Hochschule für Bildende Künste Dresden
Settore Kunsttechnologie della Hochschule für Bildende Künste Dresden
Cattedra per Mediengestaltung all’Institut für Informatik della TU Dresden
Italien-Zentrum della TU Dresden
National Gallery Scientific Department, London
Associazione Culturale Ispirazione e Italiana Strategie

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